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mood signora Chan rivisitato
In the mood for love

Ognuna di noi ha un film del cuore,uno di cui ci siamo innamorate alla prima inquadratura.

Il mio è “In the mood for love” di Wong Kar-Wai, regista sopraffino che ha saputo portare alcuni movimenti di macchina ad un’eleganza difficilmente ripetibile.

L’outfit di oggi è un omaggio alla raffinata signora Chan e una versione rivisitata del tradizionale qipao cinese.

Il signor Chow, la signora Chan e i rispettivi consorti prendono in affitto una camera in due appartamenti adiacenti.

Entrambi molto riservati,

si incontrano nello stretto pianerottolo del palazzo o nell’ancor più stretta scalinata che li conduce dove ogni sera comprano la cena già pronta e si salutano sottovoce, a volte solo con un cenno.

Un giorno però, dopo infiniti incontri silenziosi, il signor Chow le chiede di prendere un caffè, e lì, seduti faccia a faccia, rivela alla signora Chan i suoi sospetti sulla relazione amorosa fra i loro coniugi. Tutti gli indizi portano al tradimento, ma i protagonisti non reagiscono come ci si aspetterebbe, anzi, decidono di capire come tutto può essere iniziato, interpretando l’uno il compagno dell’altro.

Al di là delle parti impersonate, il loro IO viene a galla e poco a poco, quasi al rallenti, il signor Chow e la signora Chan si innamorano. La signora Chan è la quintessenza della grazia e il suo must non può che essere il qipao. Nella tradizione questo vestito è molto attillato, ma con questo caldo è più comodo (e fresco) avere nell’armadio questa versione un po’ più morbida. Nel film il tessuto dell’abito non si ripete mai, ma il tema floreale è sempre il più indicato per riflettere la delicatezza della protagonista.

La peonia, oltre ad essere il fiore dell’Oriente è forse il più romantico e i suoi petali, così numerosi e compatti, lo rendono enigmatico e misterioso come siamo spesso noi donne, pronto però a schiudersi e aprire la sua bellezza alla vita. Non so se il vestito di Yumi vi farà sentire ad Hong Kong, quello di cui sono certa è che, a chi vedrà la vostra sinuosa figura attraversare un lungo corridoio, salire o scendere una stretta scalinata o prendere semplicemente un caffè al bar sembrerà che il tempo stia rallentando, perché spesso la bellezza riesce a confondere gli animi nel profondo.

Messa di fronte ad una verità lancinante, la signora Chan non perde la sua dignità e il suo charme. Di fronte al dolore cerca di comprendere quali errori può aver commesso, con la precisa consapevolezza che, nonostante reciti la parte dell’amante del marito, lei e il signor Chow non saranno mai come loro. La loro amicizia cura poco a poco il loro cuore spezzato e si trasforma in un sentimento così autentico da sopravvivere alla lontananza e alle lancette dell’orologio.

Un sentimento così vero e discreto che solo nel tempio di Angkor Wat è libero di svelare la sua essenza. “Quando ripensa a quegli anni lontani è come se li guardasse attraverso un vetro impolverato: il passato è qualcosa che può vedere, ma non toccare; e tutto ciò che vede è sfocato, indistinto.” …..tutto, ma non il vostro abito!

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